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05 agosto 2007

Mussomeli: Prorogato il pagamento bollette idriche "Caltaqua"

Il sindaco del Comune di Mussomeli, Gigi Mancuso, ha confermato alla stampa che mercoledì 1° Agosto a conclusione del C.d’A. dell’ATO idrico svoltosi a Caltanissetta; l’approvazione della delibera con cui è stato posticipato al prossimo 16 Settembre 2007, il termine ultimo per il pagamento delle bollette idriche della Caltaqua; la cui scadenza era prevista per l’11 Agosto.
In questi giorni abbiamo seguito attraverso i mass media cartacei, a un autentico putiferio, la gente dei comuni nisseni si è di fatto ribellata all’applicazione delle nuove tariffe adottate dalla società Caltaqua subentrata al posto dei Comuni nella gestione del servizio idrico, suscitando vivaci polemiche e contestazioni.
Una cosa appare ormai certa, le tariffe andrebbero riviste e rimodulate, tenendo conto delle irregolarità commesse sulle modalità di applicazione delle tariffe su fognatura e depurazione non corrispondenti a quanto regolamentato dal Dlgs. 3 aprile 2006, n° 152 art. 155 e dalla marea di ricorsi che saranno presentati dalla maggioranza della platea degli utenti salassati.

A proposito c’è da dire che anche la nostra segnalazione su questo sito sul post di martedì 31 luglio scorso che potete rileggere cliccando qui, è stata citata sul giornale “La Sicilia” di venerdì 3 agosto 2007 a pag. 33, che va ad aggiungersi a tutte le altre proteste provenienti dai comuni della provincia nissena.

Dall’articolo si apprende pure che vista l’esiguità di un solo giorno la settimana ovvero il mercoledì in cui un incaricato dell’ATO è a disposizione degli utenti, vi sarà l'imminente apertura dopo Ferragosto di un ufficio a Mussomeli da lunedì a venerdì con sede da stabilirsi.

Vogliamo ricordare senza creare inutili allarmismi, quella che fu una delle pagine nere della nostra storia mussomelese, riferendoci ai fatti di cronaca dell’epoca avvenuti nel 1954, quando vi furono dei tumulti per l’acqua.

Alla fine della guerra scoppiò la rabbia per l'acqua, nei paesi e nelle città la lotta per l'acqua fu il segnale della riconquista della democrazia. Ci furono rivolte, assalti alle prefetture e agli uffici degli enti idrici.

17 febbraio1954 - A Mussomeli, nella provincia di Caltanissetta che ancora oggi è assetata, a seguito di una Manifestazione di protesta per la mancanza dell’acqua potabile, l'ente acquedotti fu assediato perché aveva mandato le bollette per il pagamento dell'acqua nonostante che nelle case i rubinetti non versassero neppure una goccia; intervennero la polizia e i carabinieri attaccando il corteo dei dimostranti, provocando quattro morti, tre donne e un ragazzo.

31 marzo 1954 - A distanza di poco più di un mese dall’eccidio, 2.300 poliziotti invasero Mussomeli perquisendo decine di abitazioni ed operando una trentina di arresti fra coloro che si erano adoperati per evitare il massacro o l’avevano denunciato: fra gli altri, i consiglieri comunali Calogero Amico e Vincenzo Consiglio, comunisti, il segretario della Cdl Salvatore Guarino ed il consigliere democristiano Giovanni Vullo che aveva sottoscritto un dettagliato esposto alla Procura della repubblica.

19 ottobre 1954 - A Caltanissetta, fu emessa dal Tribunale una sentenza per i fatti di Mussomeli dei quali furono chiamati a rispondere, anziché le forze di stato responsabili dell’eccidio, 35 cittadini che manifestavano per la mancanza d’acqua. Vennero condannati il segretario della Camera del lavoro Salvatore Guarino a 9 mesi e 15 giorni di reclusione per “oltraggio aggravato”; con la medesima imputazione furono comminate condanne da 6 a 8 mesi per Francesco Catania, Salvatore Mancuso, Diego Seminatore, Vincenzo Russo, Antonino Collura, Calogero Castello, Michele Noto, Nicola Cardinali, Alfonso Caruso, Calogero Amico, Vincenzo Consiglio, Vincenza Randasso, Vincenza Giovino, Calogero Immermano, Giuseppe Savia, Vincenzo Lobrutto, Giuseppe Di Liberto, Marcangelo Lo Presti, Salvatrice La Rocca, Giuseppe Bonfanti, Calogero Castello, Gaetano Barba, Eraldo Martinassi, Giovanni Calà, Concetto Evelino, Angela Torquato, Giovanna Giovino.